J - Pronunciare come la j in francese (journal). Altri rendono questa consonante con sg, che io trovo poco pratico perché complica la lettura.
Janéi - Gennaio. A Dalpe jénéi - (janei, sgianei, jenei, sgenei)
Janòt, Gianòt - Costantino Gianotti, o Genotti (1831-1878), "ultimo brigante del Ceneri", il cui nome è evocato ancora oggi dai vecchi nei comuni di Airolo e Quinto. Patrizio di Quinto ma nato a Brugnasco e domiciliato a Madrano, sposato due volte, tre volte padre, Gianotti/Genotti fu protagonista nella notte del 12-13 ottobre 1864 dell'ultimo fatto di sangue sulla strada allora malfamata del Monte Ceneri, quando alla testa di una banda di briganti assaltò la diligenza federale che collegava Flüelen (Uri) a Como-Camerlata. Nell'assalto rimase ferito mortalmente un 25enne negoziante milanese. Sei dei briganti furono arrestati poco dopo, Gianotti il 19 ottobre, dopo che si era rifugiato a Milano da una sorella. Tradotto in Svizzera, fu processato a Bellinzona e condannato a morte il 22.11.1866. La pena capitale fu commutata in reclusione a vita dal Gran Consiglio il 1.3.1867. Gianotti morì nel penitenziario di Lugano di "enterite lenta" il 1.1.1878. Bibliografia: Su di lui si veda il capitolo "Il mandriano brigante" in Plinio Grossi, "Ticino nero", Fontana Ed., Pregassona, 2008, pp. 40-47, con riproduzione di documenti d'epoca. Lo stesso Grossi gli aveva già dedicato due pagine (166-167) nel libro "Il Ticino del primo '800", Fontana Ed., 2000, e un articolo su "Azione" del 1.5.1980, citato da Beffa alla voce Sgianòtt (p. 275). A Gianotti (ma chiamandolo Cinotti) accenna (p. 67) anche Paul Hugger, in "Rebelles et hors-la-loi en Suisse", Lausanne, 1976 (orig. ted, Zürich, 1976), citando in part. il Bollettino storico della Svizzera italiana, 16, 1894, p. 120. Nel capitolo "Bandits tessinois" (pp. 65-89) Hugger dedica tutta la sua attenzione a Luigi Pagani detto Mattirolo (1813-1902), "bandito sociale del Mendrisiotto".
Note: Plinio Grossi ("Ticino nero", p. 40, scrive: "Il Genotti - poi Gianotti - ...". Il RNFS (versione online, su quella cartacea non trovo il cognome!) dà in Leventina solo Genotti, come famiglia originaria di Airolo (o piuttosto: domiciliata pre 1800), mentre non riporta Gianotti. Eppure nel "Dictionnaire historique et biographique de la Suisse, 1926, figurano un Gaetano Gianotti di Ambrì (nel 1798 a capo della compagnia della Leventina inviata in soccorso a Berna, nel 1799 membro del consiglio di guerra della Leventina contro i francesi) e un Gian-Giacomo Gianotti di Ambrì (membro della Camera amministrativa del Cantone di Bellinzona per la Leventina e tesoriere della valle nel 1798, morto il 13.12.1803). Riguardo al doppio cognome Genotti/Gianotti noto che nell'Ottocento si scriveva anche Gennini per Giannini a Quinto e Genella per Gianella a Dalpe. In dialetto il cognome è ricordato come Janòt (Airolo) e Gianòt (Quinto). Mio cugino di Deggio, specialista in cognomi locali, mi ha precisato che i Gianotti erano originari di Deggio e mi ha anche indicato una loro stalla poi venduta ad altri. Probabile antenato di Costantino Gianotti/Genotti è Marco Antonio Genot di Brugnasco, che sposa il 19 luglio 1736 Elisabetta Lombardi, come attesta un documento riportato in "Airolo" cit., p. 114. - (Janott, Sgianott)
Jarè - Gelare - (sgiarè)
Jè, ajè - Già
Jént (s. masch) - Persona (di sesso maschile, non si usa al femminile): um bràu jént = una brava persona, un brav'uomo; um brüt, gram jént = un tipaccio; l'é mia um brüt jént = non è un brutto tipo. La jént (s. fem. collettivo) = la gente. Cumé la jént, 'mé la jént = in modo educato, "come si deve": "cumpòrtat 'mé la jént" = "comportati da persona educata", "mèngia 'mé la jént" = "mangia da persona educata". - (jent, sgent)
Jèrla - Gerla a bacchette distanziate, per trasportare fieno, fatte di betulla secondo quanto ha indicato un anziano bleniese che le faceva, Guido Togni, alla rivista Tre Valli (maggio 2008, p. 23). Diversa dal sciüéi: v. a questa voce. Fig.: persona chiacchierona, sciocca, inaffidabile. Secondo il VSI il termine ha soppiantato il più vecchio e da me mai sentito c'arg'èiscia, che lo stesso VSI dà non solo per Airolo - confermato da Beffa cit., anche nel senso figurato - ma anche per Quinto. - (jerla, sgerla, c'arg'eiscia))
Jèrla - da Istitutopontevaltellina.it
Jèscia, jéscia, jéscéi - v. gèscia - (jescia, sgescia, jescei, sgescei)
Jip - Jeep, anche nel senso est. di qualsiasi vettura fuori strada, tipo SUV. Jipon = gippone.
Jó - Giogo, "arnese di legno che si applica sul collo di una coppia di bovini da lavoro". Dal latino jugum. Jo si dice perlomeno ad Ambrì (mamma) e a Lurengo (Jelmini, "Quinto", p. 44). Keller "Beiträge" cit. dà jo a Catto e juf ad Airolo. Beffa cit. dà juf ad Airolo e jof a Piotta. Lurati dà giuf in Val Bedretto ("Terminologia" p. 145). Si ritrova nei toponimi Jo (Giof sulle cartine) e Ju(v)ét (pronuncia mia, presa da non so dove, la mamma dice Giuét, Jelmini cit. Juvét, sulle cartine Gioett), monti sopra Piotta e Ambrì, dove subentra l'altro senso italiano - e di altre lingue, v. ted. Joch - di "cima tondeggiante e allungata di un monte" o "valico montano"; nei due toponimi in questione questo senso non mi pare così evidente, trovandosi a mezza montagna. Il grande dizionario Battaglia dà tuttavia il termine giogo anche nel senso più generale di "altura". Nelle cartine di Giovanni Rigolo (1681) e di J. H. Meyer (1784) Jo (Giof) è indicato al plurale, come "Gioghi" -> MAPPE ANTICHE. (jo, sgio, juet, juett, juvet, juvett, giuet, giuett, sgiuet, sgiuvet, sgiuvett)
Jo, Museo di Leventina - foto Tabasio
Jóan (-ann) - Giovane, giovani (plur. inv.) La n è pronuciata come una n normale, non nasalizzata). Femminile: jóuna. "I jóan dal dì d'inc'öu" = "i giovani del giorno d'oggi". "Det jóan d'una cèrta étè amò mia maridéi ii sém amò duma mi e ti Clara", = "di noi giovani di una certa età non ancora sposati ci siamo ancora solo io e te Clara", si racconta abbia detto Eli di Ambrì Sotto (classe 1923) a una signorina di alcuni anni più giovane di lui quando avevano ormai passato entrambi i 50 anni. L'espressione scherzosa "jóan d'una certa étè" è rimasta nel lessico famigliare di casa mia. - (joan, sgioan)
Jöbia - Giovedì.
Jöi - Gioco. Jüiè = giocare.
Jornì, Jurnì - Giornico (it.wikipedia) (de.wikipedia) (Dizionario storico della Svizzera). Il toponimo avrebbe una base celtica iuris = montagna boscata, conclude il DTS. Ma Lurati ("in Lombardia ..." cit. pp. 63-65) ha una teoria tutta sua che si rifà a una storia molto più recente (tardo Medio Evo). A suo avviso il nome Giornico deriverebbe da "giorno" con l'aggiunta del suffisso -ico, con significato di "posto dove avvengono le giornate di giustizia".
Jornì, a destra la sede del Museo di Leventina
Jü - Giù. Jü da gnö: giù di lì, espressione che sta a significare tutta la valle del Ticino sotto la Biaschina e l'intero Sottoceneri. "u n à töç vüna da jü da gnö" = "ha sposato una donna del basso Ticino".
Jübièsc' (pron. -bièshc') - Giubiasco - (Jübiesc')
Jügn - Giugno
Jüiè - Giocare. Jöi = gioco.



